Io tengo tantissimo a "Il mare sul tetto"... forse si era capito, mh?:)
Come ho già detto, però, se sono più che convinta della storia - intesa sia per il "cosa" succede sia per il "come" succede e per quel che vuole significare... i livelli di lettura, insomma - so bene che i disegni ed i colori sono ancora parecchio imperfetti, comunque lontani dall'idea che ho sempre immaginato... tenendo anche conto che ormai da quando avevo iniziato a disegnarlo sono passati - glom! - quasi due anni.
E così, ogni tanto, mi rimetto al lavoro riprendendo scenari e personaggi, sperando di aver raggiunto un'esperienza sufficiente per esserne pienamente soddisfatta (e che lo possano essere anche gli editor, effettivamente...)
Queste che vi mostro sono la seconda versione delle prime tre tavole, che in effetti hanno anche loro ormai un annetto (le volevo mettere qui da un bel po', e poi ci sono stati altri lavori in mezzo...) ma ora mi sembra un buon momento per tornare sul discorso!
Come potete vedere ho cambiato anche qualcosa della sceneggiatura.. fatemi sapere cosa ne pensate, se volete, ogni critica è utile e interessante!
P.S.: c'entra niente, ma in effetti un po' anche sì: su questa pagina di afnews, il mio articolo sul FIBDA 2009!:)
venerdì 30 ottobre 2009
martedì 20 ottobre 2009
L'italiana in Algeri
[che in realtà ignoro totalmente che cosa accada in questa - mi pare - opera lirica, epperò fa figo perché sembra una citazione (ma in realtà non la è perché come dicevo ignoro totalmente cosa accada eccetera eccetera)]
Insomma, eccomi qui a cercare di raccontarvi qualcosa della mia avventura algerina... a cercare, perché non è affatto facile fare un riassunto di tutto quello che è successo!!! E' stata un'esperienza davvero bellissima, con un sacco di persone che mi piacciono tantissimo e che sono felice di avere conosciuto. E in più, un bel po' di contatti.:)

Algeri è tutta bianca e blu, case alte - alcune semplici altre ricamate da un sacco di fregi e decorazioni - pressoché una parabola per finestra.
Quando vai a scuola guida impari che il codice della strada segue la regola del più forte, e a far le guide ci vai con Vin Diesel. D'altra parte l'uomo (ma anche la donna) di Algeri non ha paura del traffico e delle altre automibili, e questo lo dimostra districandosi abilmente tra le macchine anche in veste di semplice pedone (fortunatamente l'unica volta che ho attraversato la strada era in una zona poco trafficata, altrimenti sarei probabilmente ancora lì adesso).
Gli algerini sono allegri e ospitali, e hanno simpatia per gli italiani. Del resto, tutti, non solo loro, conoscono almeno una parola o una picola frase nella nostra lingua, che sia "buongiorno" o "come stai" o "la vacca che ride" (che insieme a "dov'è il bagno" rappresentava il bagaglio di italiano di un omino molto simpatico di cui purtroppo ho scordato il nome); di conseguenza, nonostante il mio francese (e il mio inglese!) alla noio vulevàn savuàr (no dai, sto esagerando) non mi sono mai trovata a disagio... e comunque ci siamo capiti un po' con tutti. Unico neo dell'essere riconosciuta come italiana? Ma lo devo proprio dire?
Ok. L'italiano è famoso nel mondo, ma non perché quattro anni fa abbiamo vinto i mondiali di calcio. Eh no.
Canadese ad algerino: "Sarkozy non sarà un dono, ma Berlusconi...".
Fumettisti da tutto il mondo, e siccome è bello quando metti insieme dei fumettisti - perché generalmente sono tutti un po' sconvolti (ma in senso buono!) e amano parlare di ciò che amano (ovvero il fumetto, il disegno, e così via) - ed è bello anche quando metti insieme gente da tutte le parti del mondo - perché le culture e le abitudini si mischiano e se ne esce sempre arricchiti - quando metti insieme dei fumettisti che vengono da tutto il mondo l'interesse, l'arricchimento ed il divertimento sono di conseguenza su due fronti.
Questo per esempio è quello che succede quando vai a pranzare con dei disegnatori e la tovaglia è di carta:

L'interprete timido del festival: quando Daryl Cagle alla sua conferenza disse che si era accorto che le visite aumentavano sulle vignette dedicate a Janet Jackson perché "Tutti vogliono vedere le enormi tette di Janet Jackson", l'interprete in visibile in difficoltà diceva che "Tutti vogliono vedere Janet Jackson"...
Ed ecco invece la caricatura di Bruno, dalla Francia!
(Per queste ultime due foto, ringrazio il mio amico Allan Cavanagh)
Insomma, un ambiente oltretutto molto stimolante, perché non c'è niente che solletichi di più l'ispirazione e la voglia di disegnare del vedere altri farlo.
Come ad esempio all'esposizione del festival, che montava le tavole su supporti di - boh? - cartongesso sui quali gli standisti e i fumettisti potevano disegnare:


L'esposizione... di conseguenza, la prima volta che è successo questo:

eh, son soddisfazioni!^.^
Altra soddisfazione: eccomi qui insieme alle "signore del fumetto" del festival:
Da sinistra: le mie amiche Gihèn Ben Mahmoud, tunisina da tre anni a Milano, e Marwa Kamel dall'Egitto, una ragazza congolese di cui non ricordo il nome e mi vergogno tantissimo -_-'''', la simpaticissima e gentilissima Jan Eliot dall'America, la - in senso molto buono! - fuori di testa Titane (e spero di aver scritto giusto il suo nome d'arte) dalle Mauritius, io me medesima, e Lena Merhej dal Libano, la vincitrice del concorso!
Ed insieme ad altri vips:
che nell'ordine sono, da sinistra: Marco, editore francese con origini italiane, Monsieur Francis Groux, fondatore nientemeno che del Festival de la Bande Dessinée di Angouleme, una persona estremamente amabile e simpatica, Madame Dalila Nadjem, del Comitato di Organizzazione, io me medesima, il mitico Giuseppe Calzolari direttore della Scuola del Fumetto di Milano, e di nuovo la mia amica Gihèn.

Qua sopra invece mi potete vedere di nuovo con la mia amica Marwa Kamel, disegnatrice egiziana, mentre il monumento che spunta lì dietro merita di essere visto meglio:

Mica male il luogo dove si svolgeva il festival, non vi sembra?
Insomma, questa era solamente la seconda edizione, di conseguenza il tutto era ancora un po' in rodaggio, alcune cose sono da correggere, altre da migliorare, ma è stata in ogni caso un'esperienza davvero bella e utile, professionalmente e "personalmente" (ma si era mica capito??), e penso che con gli anni questo festival, se continua su questa strada, potrà diventare un appuntamento molto importante per il fumetto internazionale. Io nel mio piccolo cercherò di dargli una mano, e poi staremo a vedere...!
Insomma, eccomi qui a cercare di raccontarvi qualcosa della mia avventura algerina... a cercare, perché non è affatto facile fare un riassunto di tutto quello che è successo!!! E' stata un'esperienza davvero bellissima, con un sacco di persone che mi piacciono tantissimo e che sono felice di avere conosciuto. E in più, un bel po' di contatti.:)

Algeri è tutta bianca e blu, case alte - alcune semplici altre ricamate da un sacco di fregi e decorazioni - pressoché una parabola per finestra.
Quando vai a scuola guida impari che il codice della strada segue la regola del più forte, e a far le guide ci vai con Vin Diesel. D'altra parte l'uomo (ma anche la donna) di Algeri non ha paura del traffico e delle altre automibili, e questo lo dimostra districandosi abilmente tra le macchine anche in veste di semplice pedone (fortunatamente l'unica volta che ho attraversato la strada era in una zona poco trafficata, altrimenti sarei probabilmente ancora lì adesso).
Gli algerini sono allegri e ospitali, e hanno simpatia per gli italiani. Del resto, tutti, non solo loro, conoscono almeno una parola o una picola frase nella nostra lingua, che sia "buongiorno" o "come stai" o "la vacca che ride" (che insieme a "dov'è il bagno" rappresentava il bagaglio di italiano di un omino molto simpatico di cui purtroppo ho scordato il nome); di conseguenza, nonostante il mio francese (e il mio inglese!) alla noio vulevàn savuàr (no dai, sto esagerando) non mi sono mai trovata a disagio... e comunque ci siamo capiti un po' con tutti. Unico neo dell'essere riconosciuta come italiana? Ma lo devo proprio dire?
Ok. L'italiano è famoso nel mondo, ma non perché quattro anni fa abbiamo vinto i mondiali di calcio. Eh no.
Canadese ad algerino: "Sarkozy non sarà un dono, ma Berlusconi...".
Fumettisti da tutto il mondo, e siccome è bello quando metti insieme dei fumettisti - perché generalmente sono tutti un po' sconvolti (ma in senso buono!) e amano parlare di ciò che amano (ovvero il fumetto, il disegno, e così via) - ed è bello anche quando metti insieme gente da tutte le parti del mondo - perché le culture e le abitudini si mischiano e se ne esce sempre arricchiti - quando metti insieme dei fumettisti che vengono da tutto il mondo l'interesse, l'arricchimento ed il divertimento sono di conseguenza su due fronti.
Questo per esempio è quello che succede quando vai a pranzare con dei disegnatori e la tovaglia è di carta:

L'interprete timido del festival: quando Daryl Cagle alla sua conferenza disse che si era accorto che le visite aumentavano sulle vignette dedicate a Janet Jackson perché "Tutti vogliono vedere le enormi tette di Janet Jackson", l'interprete in visibile in difficoltà diceva che "Tutti vogliono vedere Janet Jackson"...
Ed ecco invece la caricatura di Bruno, dalla Francia!(Per queste ultime due foto, ringrazio il mio amico Allan Cavanagh)
Insomma, un ambiente oltretutto molto stimolante, perché non c'è niente che solletichi di più l'ispirazione e la voglia di disegnare del vedere altri farlo.
Come ad esempio all'esposizione del festival, che montava le tavole su supporti di - boh? - cartongesso sui quali gli standisti e i fumettisti potevano disegnare:


L'esposizione... di conseguenza, la prima volta che è successo questo:

eh, son soddisfazioni!^.^
Altra soddisfazione: eccomi qui insieme alle "signore del fumetto" del festival:
Da sinistra: le mie amiche Gihèn Ben Mahmoud, tunisina da tre anni a Milano, e Marwa Kamel dall'Egitto, una ragazza congolese di cui non ricordo il nome e mi vergogno tantissimo -_-'''', la simpaticissima e gentilissima Jan Eliot dall'America, la - in senso molto buono! - fuori di testa Titane (e spero di aver scritto giusto il suo nome d'arte) dalle Mauritius, io me medesima, e Lena Merhej dal Libano, la vincitrice del concorso!Ed insieme ad altri vips:
che nell'ordine sono, da sinistra: Marco, editore francese con origini italiane, Monsieur Francis Groux, fondatore nientemeno che del Festival de la Bande Dessinée di Angouleme, una persona estremamente amabile e simpatica, Madame Dalila Nadjem, del Comitato di Organizzazione, io me medesima, il mitico Giuseppe Calzolari direttore della Scuola del Fumetto di Milano, e di nuovo la mia amica Gihèn.
Qua sopra invece mi potete vedere di nuovo con la mia amica Marwa Kamel, disegnatrice egiziana, mentre il monumento che spunta lì dietro merita di essere visto meglio:

Mica male il luogo dove si svolgeva il festival, non vi sembra?
Insomma, questa era solamente la seconda edizione, di conseguenza il tutto era ancora un po' in rodaggio, alcune cose sono da correggere, altre da migliorare, ma è stata in ogni caso un'esperienza davvero bella e utile, professionalmente e "personalmente" (ma si era mica capito??), e penso che con gli anni questo festival, se continua su questa strada, potrà diventare un appuntamento molto importante per il fumetto internazionale. Io nel mio piccolo cercherò di dargli una mano, e poi staremo a vedere...!
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Il mare sul tetto
domenica 11 ottobre 2009
Il Mare sul tetto rockeggia e rolleggia...:)
Concedetemi di essere immodesta: io, che "Il mare sul tetto" spaccasse, l'avevo sempre pensato...
Linguaggio ggiovine a parte, è una storia di cui mi sono innamorata e nella quale ho sempre creduto, rendendomi conto, certo, che i disegni potevano e dovevano essere migliorati, ma essendo convinta di ciò che racconta, nel dove e nel cosa.
Adesso date un po' un'occhiata a questo linko, e cercate Italie...
http://www.bdalger.net/participants.html
[me la sto tirando un po', mi sa... ihih]
Insomma, martedì si parte!! E poi vedremo un po' come andrà... di certo, la soddisfazione di essere in "finale" non me la leva nessuno!
Incrociate le dita...:)
Linguaggio ggiovine a parte, è una storia di cui mi sono innamorata e nella quale ho sempre creduto, rendendomi conto, certo, che i disegni potevano e dovevano essere migliorati, ma essendo convinta di ciò che racconta, nel dove e nel cosa.
Adesso date un po' un'occhiata a questo linko, e cercate Italie...
http://www.bdalger.net/participants.html
[me la sto tirando un po', mi sa... ihih]
Insomma, martedì si parte!! E poi vedremo un po' come andrà... di certo, la soddisfazione di essere in "finale" non me la leva nessuno!
Incrociate le dita...:)
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Le mie storie
venerdì 18 settembre 2009
Dove osano le aquile
...ovvero me stessa a lavorare su un ponteggio al secondo piano! Ma sto scherzando, fortunatamente non soffro di vertigini e comunque l'architetto ed i due decoratori (che hanno davvero avuto molta pazienza con me, povera pivellina alle prime armi!:) ) mi hanno messo duemila "ringhiere" dietro la schiena, che se fossi caduta voleva dire proprio che l'avevo fatto apposta.
Giovedì scorso, a un certo punto, un insettino si è posato sul blu dello sfondo della mia finta finestra... mi piace immaginare che abbia provato ad entrare in quella stanza che in realtà non esiste...
E così, il lavoro è finito. Appena in tempo per non prendersi la pioggia di lunedì in poi, perché in realtà l'ultima pennellata l'ho data per l'appunto quel giovedì scorso che dicevo prima. E com'è stato fare questo strano lavoro, potreste chiedervi?
Mi è piaciuto, molto. Perché era qualcosa che non avevo mai fatto e che non è che ti capiti ogni giorno. Perché "pasticciare" sui muri è un sogno che si ha da bambini, e io in questo caso avevo anche il benestare dei padroni di casa (eh beh). E perché io mi affeziono tantissimo alle mie opere, ma questa, anche se è stata venduta e non sarà a casa con me, potrò vederla ogni volta che vorrò.
Mi affeziono, sìsì. Anche per voi è sempre bello - ovviamente - ma pure un po' malinconico, finire un lavoro? Stare a osservarlo per minuti e minuti, in alto in basso destra sinistra sopra sotto e decidere che "Sì, è finito davvero", quindi smettere di lavorare su qualcosa che ti ha coinvolto (nel senso del lavoro, ma soprattutto delle emozioni) per un po' di tempo? Io il mio gatto me lo sono salutato ben bene, ho salutato anche i vasi di fiori e la tenda... il decoratore mi ha preso un po' in giro :)
Adesso si aspetta che il ponteggio venga smontato per poterlo vedere bene e senza ostacoli... nel frattempo però mi pare giusto offrire un assaggino...
Giovedì scorso, a un certo punto, un insettino si è posato sul blu dello sfondo della mia finta finestra... mi piace immaginare che abbia provato ad entrare in quella stanza che in realtà non esiste...
E così, il lavoro è finito. Appena in tempo per non prendersi la pioggia di lunedì in poi, perché in realtà l'ultima pennellata l'ho data per l'appunto quel giovedì scorso che dicevo prima. E com'è stato fare questo strano lavoro, potreste chiedervi?
Mi è piaciuto, molto. Perché era qualcosa che non avevo mai fatto e che non è che ti capiti ogni giorno. Perché "pasticciare" sui muri è un sogno che si ha da bambini, e io in questo caso avevo anche il benestare dei padroni di casa (eh beh). E perché io mi affeziono tantissimo alle mie opere, ma questa, anche se è stata venduta e non sarà a casa con me, potrò vederla ogni volta che vorrò.
Mi affeziono, sìsì. Anche per voi è sempre bello - ovviamente - ma pure un po' malinconico, finire un lavoro? Stare a osservarlo per minuti e minuti, in alto in basso destra sinistra sopra sotto e decidere che "Sì, è finito davvero", quindi smettere di lavorare su qualcosa che ti ha coinvolto (nel senso del lavoro, ma soprattutto delle emozioni) per un po' di tempo? Io il mio gatto me lo sono salutato ben bene, ho salutato anche i vasi di fiori e la tenda... il decoratore mi ha preso un po' in giro :)
Adesso si aspetta che il ponteggio venga smontato per poterlo vedere bene e senza ostacoli... nel frattempo però mi pare giusto offrire un assaggino...
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giovedì 10 settembre 2009
martedì 1 settembre 2009
Antipasto di trompe l'oeil
Finito il pannello! Cioè, in realtà l'avrò finito tipo due settimane fa... ma poi le vacanze hanno (finalmente) chiamato, così vi aggiorno oggi su come prosegue questa buffa avventura.
Insomma, come ho detto: finito il pannello! Presentato ai committenti, che hanno, mi si dice, molto gradito (evviva!^.^ ).
Venerdì... e venerdì ci si arrampica. Aiuto! Non per l'arrampicata, ma per l'emossione... verrà bene?
Vi terrò aggiornati... o comunque vi racconterò il finale della storia!
Insomma, come ho detto: finito il pannello! Presentato ai committenti, che hanno, mi si dice, molto gradito (evviva!^.^ ).
Venerdì... e venerdì ci si arrampica. Aiuto! Non per l'arrampicata, ma per l'emossione... verrà bene?
Vi terrò aggiornati... o comunque vi racconterò il finale della storia!
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martedì 11 agosto 2009
Colazione da Whiskas
Per la serie Personaggigattosi, dopo Marilyn continuiamo con un'altra diva del passato!

Nel frattempo... si comincia a dipingere il pannello di prova per il trompe l'oeil... che Iddìo me la mandi bbuona...! O.O

Nel frattempo... si comincia a dipingere il pannello di prova per il trompe l'oeil... che Iddìo me la mandi bbuona...! O.O
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mercoledì 5 agosto 2009
Questa volta vi presento... La briscola in cinque e Il gioco delle tre carte (nonò, non sto per parlarvi di giochi da fare al mare in compagnia)
Dunque, ditemi un po' se c'è qualcuno che non si sente subito a casa quando va in Toscana; da quelle parti mi son sempre trovata ad avere a che fare con persone estremamente simpatiche, ospitali, gentili... e 'on un accento tra i più simpatici che ci siano!
E questa è una cosa. La seconda sono i vecchietti, quelli un po' buffi, caricaturali, che trovano sempre un motivo per protestare contro qualcosa, e però, alla fine, sempre con una certa ironia, o sarcasmo, alle volte... e amano ancora divertirsi, stare in compagnia, vecchi in fondo solo nell'aspetto. Devo averlo già detto, ma alla Scuola del Fumetto i miei compagni mi prendevano un po' in giro perché in tante mie storie c'era qualche vecchietto [tipo questa qui]... :)
C'è anche una terza cosa, che non mi coinvolge molto ma è in effetti il motivo per cui ora scrivo questo "post" [parola che continua a non piacermi, umpf], ed è la briscola in cinque. Ovvero il titolo del libro che spinse l'amico Giorgio a comprarlo e regalarlo al mio ragazzo e agli altri tre compagni del briscone del lunedì (e così me lo son letto pure io).
Ecco, per tutti questi motivi, io e Ale ci siamo comprati anche il seguito, per l'appunto Il gioco delle tre carte.
Sono scritti bene, scorrevoli, freschi [ed easy! Solo alcuni capiranno...:P ], con dei personaggi che non si può davvero non amare! Poi se amate i gialli ci sono anche gli omicidi su cui indagare, uno per ciascun libro... che per me passano tranquillamente in secondo piano, da quanto ho adorato Nonno Ampelio e compagnia.
Tanto che non ho potuto non disegnarli, i quattro "cavalieri dell'INPS", in uno dei tanti momenti di alzata interessata e curiosa di sopracciglia, del tipo "Ma va'?! O dicci an'ora quarcosa, suvvia!"
Da sinistra a destra: il Rimediotti, Pilade, Aldo e Ampelio!

Insomma, se sono riuscita ad incuriosirvi...
"La briscola in cinque" e "Il gioco delle tre carte", di Marco Malvaldi, edizioni Sellerio Editore Palermo.
E questa è una cosa. La seconda sono i vecchietti, quelli un po' buffi, caricaturali, che trovano sempre un motivo per protestare contro qualcosa, e però, alla fine, sempre con una certa ironia, o sarcasmo, alle volte... e amano ancora divertirsi, stare in compagnia, vecchi in fondo solo nell'aspetto. Devo averlo già detto, ma alla Scuola del Fumetto i miei compagni mi prendevano un po' in giro perché in tante mie storie c'era qualche vecchietto [tipo questa qui]... :)
C'è anche una terza cosa, che non mi coinvolge molto ma è in effetti il motivo per cui ora scrivo questo "post" [parola che continua a non piacermi, umpf], ed è la briscola in cinque. Ovvero il titolo del libro che spinse l'amico Giorgio a comprarlo e regalarlo al mio ragazzo e agli altri tre compagni del briscone del lunedì (e così me lo son letto pure io).
Ecco, per tutti questi motivi, io e Ale ci siamo comprati anche il seguito, per l'appunto Il gioco delle tre carte.
Sono scritti bene, scorrevoli, freschi [ed easy! Solo alcuni capiranno...:P ], con dei personaggi che non si può davvero non amare! Poi se amate i gialli ci sono anche gli omicidi su cui indagare, uno per ciascun libro... che per me passano tranquillamente in secondo piano, da quanto ho adorato Nonno Ampelio e compagnia.
Tanto che non ho potuto non disegnarli, i quattro "cavalieri dell'INPS", in uno dei tanti momenti di alzata interessata e curiosa di sopracciglia, del tipo "Ma va'?! O dicci an'ora quarcosa, suvvia!"
Da sinistra a destra: il Rimediotti, Pilade, Aldo e Ampelio!

Insomma, se sono riuscita ad incuriosirvi...
"La briscola in cinque" e "Il gioco delle tre carte", di Marco Malvaldi, edizioni Sellerio Editore Palermo.
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Questa volta vi presento...
lunedì 3 agosto 2009
Si trompa l'olio!
...ovvero un trompe l'oeil, mia prima esperienza in questo campo e speriamo bene...:)
E' un lavoro che mi incuriosisce e mi ispira moltissimo, ovviamente perché ha a che fare col disegno e la pittura, col creare qualcosa che prima non c'era, e poi non ultimo (e uno li chiama i casi della vita)... avrà come soggetto un gatto! Quindi non posso proprio volere di più - o meglio sì: posso, e devo, volere che venga proprio proprio bene... ehm sì, sarebbe auspicabile.
Attualmente prima che mi "attacchi al muro" ci manca ancora un pochino, ma il disegno è stato approvato e ora tocca a me esercitarmi a dipingere su intonaco, cosa che come dicevo non ho mai fatto. Casalesi, non temete, non verrò a pitturare i muri delle vostre case di nascosto e nottetempo! Mi eserciterò su un pannello di compensato intonacato per l'occasione. Che così se viene una schifezza è anche più facile da scagliare giù dalla finestra...:P
Finestra, giusto. Non l'avevo detto, ma è questo che sono chiamata a creare: e in effetti il riquadro di una finestra murata è ottimo per ricreare l'illusione che quel vano sia ancora aperto, e che dall'altro lato ci sia quello che vogliamo noi.
Curiosi delle tappe fino al disegno finale?
Sono partita da bozzetti molto veloci, ad acquerello, per capire gli ingombri e i colori:
questa era l'idea iniziale, quella di un gatto simpatico e gigantesco che occupasse l'intera finestra. Un po' incombente, forse? Non so, ma di certo non rispettava il vero senso del trompe l'oeil, dell'inganno dell'occhio: un gatto gigantesco non può certo essere vero e meno male... pensa se è uno di quelli che per dormire ti salta sul letto, magari sdraiandosi comodamente sul cuscino...).
Così, si cambia un po' il tiro, e il gatto diventa a grandezza naturale. Ispirandosi poi ad un trompe l'oeil che potete vedere a Varazze, si aggiunge anche una persona.

Modifiche della persona (che diventano due, a simboleggiare i padroni di casa, lui che suona il flauto e lei con dei magnifici capelli ricci) e aggiunta di una bellissima tenda svolazzante...

...per poi arrivare alla versione definitiva, dove si è pensato di fare solo del gatto il rpotagonista della scena. Due vasi di fiori ed ecco qua il bozzetto definitivo!

Ultimo passaggio del lavoro su carta, il disegno "in bella" e in scala:

Alla prossima con il pannello d'intonaco... wow.
E' un lavoro che mi incuriosisce e mi ispira moltissimo, ovviamente perché ha a che fare col disegno e la pittura, col creare qualcosa che prima non c'era, e poi non ultimo (e uno li chiama i casi della vita)... avrà come soggetto un gatto! Quindi non posso proprio volere di più - o meglio sì: posso, e devo, volere che venga proprio proprio bene... ehm sì, sarebbe auspicabile.
Attualmente prima che mi "attacchi al muro" ci manca ancora un pochino, ma il disegno è stato approvato e ora tocca a me esercitarmi a dipingere su intonaco, cosa che come dicevo non ho mai fatto. Casalesi, non temete, non verrò a pitturare i muri delle vostre case di nascosto e nottetempo! Mi eserciterò su un pannello di compensato intonacato per l'occasione. Che così se viene una schifezza è anche più facile da scagliare giù dalla finestra...:P
Finestra, giusto. Non l'avevo detto, ma è questo che sono chiamata a creare: e in effetti il riquadro di una finestra murata è ottimo per ricreare l'illusione che quel vano sia ancora aperto, e che dall'altro lato ci sia quello che vogliamo noi.
Curiosi delle tappe fino al disegno finale?
Sono partita da bozzetti molto veloci, ad acquerello, per capire gli ingombri e i colori:
questa era l'idea iniziale, quella di un gatto simpatico e gigantesco che occupasse l'intera finestra. Un po' incombente, forse? Non so, ma di certo non rispettava il vero senso del trompe l'oeil, dell'inganno dell'occhio: un gatto gigantesco non può certo essere vero e meno male... pensa se è uno di quelli che per dormire ti salta sul letto, magari sdraiandosi comodamente sul cuscino...).Così, si cambia un po' il tiro, e il gatto diventa a grandezza naturale. Ispirandosi poi ad un trompe l'oeil che potete vedere a Varazze, si aggiunge anche una persona.

Modifiche della persona (che diventano due, a simboleggiare i padroni di casa, lui che suona il flauto e lei con dei magnifici capelli ricci) e aggiunta di una bellissima tenda svolazzante...

...per poi arrivare alla versione definitiva, dove si è pensato di fare solo del gatto il rpotagonista della scena. Due vasi di fiori ed ecco qua il bozzetto definitivo!

Ultimo passaggio del lavoro su carta, il disegno "in bella" e in scala:

Alla prossima con il pannello d'intonaco... wow.
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giovedì 23 luglio 2009
Premi bloggheschi!
La mia amica nonchè sorelloska Manuela Soriani mi manda - con mia gioia & imbarazzo #^_^# - questo graditissimo premio bloggoso! Grazie mille Manu!
Questo tra l'altro mi permette di rimediare alla mia dimenticanza verso due (DUE!!) premi "conferitimi" dalla mia amica Simo, e che ormai poverini hanno bisogno di una bella spolverata (perdonami tantissimo, Simo... la mia memoria fa davvero schifo... é_è)
Ma andiamo per ordine se no mi sconfondo.
Signori: il premio di Manu!

E ora mi si dice che devo rivelare sette cose su di me.
Sette??? Sarà dura. Ma ci proviamo. Tra l'altro in effetti la prima è facile, e non può essere che
1. Quando mi si dice di raccontare qualcosa di me, non so mai cosa dire. Anche se non ci vediamo da mesi e mesi, se mi chiedi "E allora, cosa mi racconti?" potrebbe essere accaduto l'inverosimile che la mia mente comunque si aggroviglierà su se stessa e si incasinerà e la mia risposta sarà sempre e comunque "Mah, non saprei"
2. I bambini mi mettono soggezione. Tantissima, non so mai come comportarmi con loro; devo sperare che siano loro a "fare il primo passo" - che poi se non sono timidi che se ne stanno sulle loro mi diverto anche un bel po' a giocarci insieme. Comunque, più sono piccoli, più sono convinta di trovarmi di fronte a degli strani esserini "alieni"...
3. Di certo sono stata un gatto, in una vita precedente. Lo so perché molte caratteristiche mi sono rimaste appiccicate ancora adesso...
4. ...e d'altra parte non so bene cosa accada dopo aver lasciato questa vita, ma mi auguro profondamente che non abbia ragione chi crede nella reincarnazione, perché a ricominciare tutto da capo n'artra volta... no, non ce n'avrei proprio voglia.
5. Il mio piatto preferito in assoluto è la pasta alla carbonara (soffritto di cipolle prima e rigorosamente niente panna dopo, un uovo per commensale "+ uno per la pentola"... la festa del colesterolo, insomma); nei dolci, datemi qualunque cosa contenga cioccolato e sarò felice.
6. [Ancora due??? Che fatica...] uhm... sono la persona più insicura del mondo. A volte temo perfino il mio stesso giudizio.
7. I miei generi di storie preferiti sono le favole ("classiche" ma anche nere o di qualsiasi colore - e se lo dice una che ha intitolato il suo blog"La Favola Blu"...), quelle che piacciono ai bambini ma anche agli adulti perché ci possono vedere "qualcosa in più"; ma anche le storie cupe alla Death Note, dove chi è buono non è del tutto buono e chi è cattivo non è del tutto cattivo.. ambiguità, vie di mezzo, toni del grigio, insomma.
Incredibile, ce l'ho fatta!
Ed ecco qua invece i due premi di Simo!


E mi si chiede di raccontare cinque miei desideri e otto cose da fare ad qui all'eternità... aiuto, non è facile nemmeno questo!
Se escludiamo quelli scontati, tipo la pace nel mondo (nonchè una maggiore attenzione all'ambiente, perché sulla Terra non contano mica solo gli uomini, eh) e cose così... diciamo che i miei desideri sono riuscire a vivere di ciò che amo fare (ovvero inventare, storie, disegni, storie & disegni, in qualunque loro forma, e si era capito), e farmi una bella casa con dentro una bella famiglia, e che tutti stiano bene e vivano felici e contenti... non sono cinque, ma altro non mi viene in mente.
Cose da fare? Beh, a parte cercare di realizzare i desideri qui sopra... uhm, prima di uscire devo riordinare la cucina, per esempio. E domani devo mandare un paio di mail (Lisa! Parlo anche di te!). E poi... beh, un fracco di altre robe, ma altro che otto se sto a scriverle tutte! E perciò mi fermo qui.
Ed ora giro il multipremio a:
Sabriciola: http://sabriciolarts.blogspot.com/
Tina: http://tinainwonderland.blogspot.com/
Cube: http://10spiritisullapuntadiunago.blogspot.com/
Fra Tatina: http://chat-nocturne.blogspot.com/
Quell'accidente d'un Mark Wain, che così magari si decide a scrivere qualcosa di nuovo...: http://markwain.blogspot.com/
Vera: http://verolla.blogspot.com/
E, ultimo ma non ultimo, BlackSand: http://blacksandblog.blogspot.com/
Ed ecco, siccome ho fatto casino e ho incorporato tre premi in uno... insomma, fate un po' voi, vedete a quali "quesiti" preferite rispondere (ovviamente è possibile anche a non rispondere a nessuno!)
Puff puff.. sono arrivata alla fine del post! Anche tu a leggerlo? Complimenti, non credevo :)
Questo tra l'altro mi permette di rimediare alla mia dimenticanza verso due (DUE!!) premi "conferitimi" dalla mia amica Simo, e che ormai poverini hanno bisogno di una bella spolverata (perdonami tantissimo, Simo... la mia memoria fa davvero schifo... é_è)
Ma andiamo per ordine se no mi sconfondo.
Signori: il premio di Manu!

E ora mi si dice che devo rivelare sette cose su di me.
Sette??? Sarà dura. Ma ci proviamo. Tra l'altro in effetti la prima è facile, e non può essere che
1. Quando mi si dice di raccontare qualcosa di me, non so mai cosa dire. Anche se non ci vediamo da mesi e mesi, se mi chiedi "E allora, cosa mi racconti?" potrebbe essere accaduto l'inverosimile che la mia mente comunque si aggroviglierà su se stessa e si incasinerà e la mia risposta sarà sempre e comunque "Mah, non saprei"
2. I bambini mi mettono soggezione. Tantissima, non so mai come comportarmi con loro; devo sperare che siano loro a "fare il primo passo" - che poi se non sono timidi che se ne stanno sulle loro mi diverto anche un bel po' a giocarci insieme. Comunque, più sono piccoli, più sono convinta di trovarmi di fronte a degli strani esserini "alieni"...
3. Di certo sono stata un gatto, in una vita precedente. Lo so perché molte caratteristiche mi sono rimaste appiccicate ancora adesso...
4. ...e d'altra parte non so bene cosa accada dopo aver lasciato questa vita, ma mi auguro profondamente che non abbia ragione chi crede nella reincarnazione, perché a ricominciare tutto da capo n'artra volta... no, non ce n'avrei proprio voglia.
5. Il mio piatto preferito in assoluto è la pasta alla carbonara (soffritto di cipolle prima e rigorosamente niente panna dopo, un uovo per commensale "+ uno per la pentola"... la festa del colesterolo, insomma); nei dolci, datemi qualunque cosa contenga cioccolato e sarò felice.
6. [Ancora due??? Che fatica...] uhm... sono la persona più insicura del mondo. A volte temo perfino il mio stesso giudizio.
7. I miei generi di storie preferiti sono le favole ("classiche" ma anche nere o di qualsiasi colore - e se lo dice una che ha intitolato il suo blog"La Favola Blu"...), quelle che piacciono ai bambini ma anche agli adulti perché ci possono vedere "qualcosa in più"; ma anche le storie cupe alla Death Note, dove chi è buono non è del tutto buono e chi è cattivo non è del tutto cattivo.. ambiguità, vie di mezzo, toni del grigio, insomma.
Incredibile, ce l'ho fatta!
Ed ecco qua invece i due premi di Simo!


E mi si chiede di raccontare cinque miei desideri e otto cose da fare ad qui all'eternità... aiuto, non è facile nemmeno questo!
Se escludiamo quelli scontati, tipo la pace nel mondo (nonchè una maggiore attenzione all'ambiente, perché sulla Terra non contano mica solo gli uomini, eh) e cose così... diciamo che i miei desideri sono riuscire a vivere di ciò che amo fare (ovvero inventare, storie, disegni, storie & disegni, in qualunque loro forma, e si era capito), e farmi una bella casa con dentro una bella famiglia, e che tutti stiano bene e vivano felici e contenti... non sono cinque, ma altro non mi viene in mente.
Cose da fare? Beh, a parte cercare di realizzare i desideri qui sopra... uhm, prima di uscire devo riordinare la cucina, per esempio. E domani devo mandare un paio di mail (Lisa! Parlo anche di te!). E poi... beh, un fracco di altre robe, ma altro che otto se sto a scriverle tutte! E perciò mi fermo qui.
Ed ora giro il multipremio a:
Sabriciola: http://sabriciolarts.blogspot.com/
Tina: http://tinainwonderland.blogspot.com/
Cube: http://10spiritisullapuntadiunago.blogspot.com/
Fra Tatina: http://chat-nocturne.blogspot.com/
Quell'accidente d'un Mark Wain, che così magari si decide a scrivere qualcosa di nuovo...: http://markwain.blogspot.com/
Vera: http://verolla.blogspot.com/
E, ultimo ma non ultimo, BlackSand: http://blacksandblog.blogspot.com/
Ed ecco, siccome ho fatto casino e ho incorporato tre premi in uno... insomma, fate un po' voi, vedete a quali "quesiti" preferite rispondere (ovviamente è possibile anche a non rispondere a nessuno!)
Puff puff.. sono arrivata alla fine del post! Anche tu a leggerlo? Complimenti, non credevo :)
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