
Quante storie trovano il loro inizio nella noia d'un dio? Se proprio vogliamo vedere, anche la nostra stessa storia, o Storia, potrebbe essere cominciata così.
Ma se il dio in questione è un dio della morte? E se il modo che ha scelto per combattere la noia è quello di far cadere nel mondo degli umani - esseri strani e molto interessanti - il suo "ferro del mestiere", ovvero il Death Note del titolo, un quaderno su cui basta scrivere il nome di una persona per far sì che questa muoia?
E infine, cosa succede se l'umano tra le cui mani capita uno strumento del genere è un ragazzo dall'intelligenza fuori dal comune, totalmente - anche lui - annoiato da questo mondo marcio, e con uno smisurato senso morale e desiderio di giustizia?
"Uccidere non può essere così facile... che diritto ho di giudicare gli altri? No, aspetta... non è quello che ho sempre pensato? Questo mondo è marcio, e coloro che portano il marcio meritano di morire! Qualcuno... qualcuno deve pur farlo, anche a costo di perdere la ragione, o la propria anima!"E così comincia questo racconto che anzichè essere un percorso di formazione è un precipitare dentro un abisso nero, dove non è assolutamente chiaro cosa sia giusto e cosa sbagliato.
Kira (chiamato così dai media, dalla pronuncia giapponese della parola killer) uccide solo criminali e persone corrotte, con l'obiettivo di creare un mondo migliore popolato solo da persone buone. Ma lui stesso per riuscirci si fa assassino, macchiandosi dello stesso crimine per cui punisce le sue vittime, e tuttavia ponendosi al di sopra di esse. Può essere sufficiente la giustificazione che il mondo senza quelle persone malvagie è un posto migliore?
E d'altra parte colui che verrà incaricato di smascherare e catturare Kira, un altro ragazzo dall'intelligenza fuori dal comune, è un personaggio dall'inquietante bizzarria, che agisce fuori dagli schemi e per compiere il suo dovere non si pone, quasi del tutto, limiti.
Una storia oscura, ma senza neri nè bianchi, e con innumerevoli chiavi di lettura su quanto gli uomini possano essere giustizieri ed assassini, lucidi e pazzi, nè davvero buoni ma forse nemmeno completamente malvagi.
Una storia che quando finisce... manca.
Mi piacerebbe parlare del finale, perché ha un'intensità e si porta dietro tante di quelle emozioni (anche in questo caso, contrastanti) che non esprimerle è un peccato... ma non voglio rischiare di rovinarlo a chiunque non conoscesse ancora questa storia. Io per ora ho visto solo l'anime, finito ieri sera su Mtv, che se vi siete persi vi potete vedere in streaming
qui (giapu con sottotitoli), ma se come me vi siete lasciati scappare il manga fortunatamente la Panini ha iniziato questo mese a pubblicarne la (ennesima) ristampa...