[che in realtà ignoro totalmente che cosa accada in questa - mi pare - opera lirica, epperò fa figo perché sembra una citazione (ma in realtà non la è perché come dicevo ignoro totalmente cosa accada eccetera eccetera)]Insomma, eccomi qui a cercare di raccontarvi qualcosa della mia avventura algerina... a cercare, perché non è affatto facile fare un riassunto di tutto quello che è successo!!! E' stata un'esperienza davvero bellissima, con un sacco di persone che mi piacciono tantissimo e che sono felice di avere conosciuto. E in più, un bel po' di contatti.:)

Algeri è tutta bianca e blu, case alte - alcune semplici altre ricamate da un sacco di fregi e decorazioni - pressoché una parabola per finestra.
Quando vai a scuola guida impari che il codice della strada segue la regola del più forte, e a far le guide ci vai con Vin Diesel. D'altra parte l'uomo (ma anche la donna) di Algeri non ha paura del traffico e delle altre automibili, e questo lo dimostra districandosi abilmente tra le macchine anche in veste di semplice pedone (fortunatamente l'unica volta che ho attraversato la strada era in una zona poco trafficata, altrimenti sarei probabilmente ancora lì adesso).
Gli algerini sono allegri e ospitali, e hanno simpatia per gli italiani. Del resto, tutti, non solo loro, conoscono almeno una parola o una picola frase nella nostra lingua, che sia "buongiorno" o "come stai" o "la vacca che ride" (che insieme a "dov'è il bagno" rappresentava il bagaglio di italiano di un omino molto simpatico di cui purtroppo ho scordato il nome); di conseguenza, nonostante il mio francese (e il mio inglese!) alla
noio vulevàn savuàr (no dai, sto esagerando) non mi sono mai trovata a disagio... e comunque ci siamo capiti un po' con tutti. Unico neo dell'essere riconosciuta come italiana? Ma lo devo proprio dire?
Ok. L'italiano è famoso nel mondo, ma non perché quattro anni fa abbiamo vinto i mondiali di calcio. Eh no.
Canadese ad algerino: "Sarkozy non sarà un dono, ma Berlusconi...".
Fumettisti da tutto il mondo, e siccome è bello quando metti insieme dei fumettisti - perché generalmente sono tutti un po' sconvolti (ma in senso buono!) e amano parlare di ciò che amano (ovvero il fumetto, il disegno, e così via) - ed è bello anche quando metti insieme gente da tutte le parti del mondo - perché le culture e le abitudini si mischiano e se ne esce sempre arricchiti - quando metti insieme dei fumettisti che vengono da tutto il mondo l'interesse, l'arricchimento ed il divertimento sono di conseguenza su due fronti.
Questo per esempio è quello che succede quando vai a pranzare con dei disegnatori e la tovaglia è di carta:


L'interprete timido del festival: quando
Daryl Cagle alla sua conferenza disse che si era accorto che le visite aumentavano sulle vignette dedicate a Janet Jackson perché "Tutti vogliono vedere le enormi tette di Janet Jackson", l'interprete in visibile in difficoltà diceva che "
Tutti vogliono vedere Janet Jackson"...

Ed ecco invece la caricatura di Bruno, dalla Francia!
(Per queste ultime due foto, ringrazio il mio amico Allan Cavanagh)
Insomma, un ambiente oltretutto molto stimolante, perché non c'è niente che solletichi di più l'ispirazione e la voglia di disegnare del vedere altri farlo.
Come ad esempio all'esposizione del festival, che montava le tavole su supporti di - boh? - cartongesso sui quali gli standisti e i fumettisti potevano disegnare:


L'esposizione... di conseguenza, la prima volta che è successo questo:

eh, son soddisfazioni!^.^
Altra soddisfazione: eccomi qui insieme alle "signore del fumetto" del festival:

Da sinistra: le mie amiche
Gihèn Ben Mahmoud, tunisina da tre anni a Milano, e Marwa Kamel dall'Egitto, una ragazza congolese di cui non ricordo il nome e mi vergogno tantissimo -_-'''', la simpaticissima e gentilissima
Jan Eliot dall'America, la - in senso molto buono! - fuori di testa Titane (e spero di aver scritto giusto il suo nome d'arte) dalle Mauritius, io me medesima, e
Lena Merhej dal Libano, la vincitrice del concorso!
Ed insieme ad altri vips:

che nell'ordine sono, da sinistra: Marco, editore francese con origini italiane, Monsieur Francis Groux, fondatore nientemeno che del Festival de la Bande Dessinée di Angouleme, una persona estremamente amabile e simpatica, Madame Dalila Nadjem, del Comitato di Organizzazione, io me medesima, il mitico Giuseppe Calzolari direttore della
Scuola del Fumetto di Milano, e di nuovo la mia amica
Gihèn.

Qua sopra invece mi potete vedere di nuovo con la mia amica Marwa Kamel, disegnatrice egiziana, mentre il monumento che spunta lì dietro merita di essere visto meglio:

Mica male il luogo dove si svolgeva il festival, non vi sembra?
Insomma, questa era solamente la seconda edizione, di conseguenza il tutto era ancora un po' in rodaggio, alcune cose sono da correggere, altre da migliorare, ma è stata in ogni caso un'esperienza davvero bella e utile, professionalmente e "personalmente" (ma si era mica capito??), e penso che con gli anni questo festival, se continua su questa strada, potrà diventare un appuntamento molto importante per il fumetto internazionale. Io nel mio piccolo cercherò di dargli una mano, e poi staremo a vedere...!